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Contrada Bennici - Valle dei Templi - 92100 Agrigento

tel. +39 0922 554605 fax +39 0922 404749 - cell.  333-7158648 - 368-3111062

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LA CHIESA DI SANTA MARIA DEI GRECI

La chiesa dell'Immacolata di Agrigento

La Chiesa di Santa Maria dei Greci, a monte della collina di Girgenti, è stata identificata con il tempio di Atena o di Zeus Atabirios. Il tempio di Atena secondo Polieno risale al tempo della presa di potere di Terone. Del tempio dorico rimango le fondazioni della peristasi con alcune colonne incorporate nella chiesa e resti della cella, mentre sotto la chiesa si mostrano i due terzi del crepidoma del lato nord.
Era un periptero del tipo del tempio della Concordia. Era lungo m. 34,70 e largo m. 15,10. Il tempio data del 480 circa a.C.
La chiesa a tre navate è tra le poche che rappresenta una continuità di vita dell’epoca bizantina.
La chiesa, che molto probabilmente fu cattedrale di rito greco-ortodosso durante la dominazione bizantina e divenne la prima cattedrale cattolica quando quella di S. Gerlando non era ancora operante.
È menzionata in un documento del 1092.
La fondazione della chiesa attuale si fa risalire al XII sec.
Oggi si presenta nella sua forma tardo-duecentesca e riflette nella severa forma della sua facciata l’attardarsi delle forme architettoniche dell’età sveva: la partitura centrale conclusa a capanna ha il suo elemento principale nel portale ogivale la cui chiave presenta uno scudo.
L'interno a tre navate ha il soffitto ligneo di gusto trecentesco a capriate dipinte in cui le catene sono sostenute da belle mensole scolpite . Lo schema anticipa quello della cattedrale.
Alle pareti si conservano tracce di 7 riquadri trecenteschi affrescati distribuiti attorno alla figura di una Madonna in trono col Bambino andata in parte distrutta. È la Madonna del latte con un esplicito riferimento alla Chiesa raffigurata in Maria, additata dal figlio come fonte di grazia dalla quale tutti possono ricevere il latte della salvezza.
Nei 7 riquadri erano rappresenti scene della vita di Maria. I due riquadri rimasti rappresentano:

Alla base dell’affresco una figura maschile con grande cappello regge le radici dell’albero genealogico di Maria i cui rami sono andati distrutti e di cui rimane solo un ramo in alto a destra con 2 figure maschili non ancora identificate.
Nella chiesa si conserva un sarcofago di marmo del 1570 che racchiude le ossa di due nobili palermitani: Bartolomeo Caputo e Isabella Termini.
Nel 1726 furono eseguiti lavori di intonaco della chiesa di Santa Maria dei Greci e si fecero il cappellone e le due cappelle laterali della Madonna e del Crocifisso secondo le forme del disegno fatto dal fratello Simone Mancuso della Compagnia dell’Oratorio.
Durante i recenti lavori di restauri, sono state trovate la cripta e il colatoio del XIX sec dove i confrati della Confraternita di Santa Maria dei Greci venivano fatti essiccare seduti prima della sepoltura.
Le poltrone sono ricavate nella roccia viva al di sotto del livello del pavimento della cella del tempio.
Nelle processioni la confraternita di Santa Maria dei Greci aveva sempre l’ultimo posto (cioè la precedenza) e teneva il privilegio di portare una croce con il suo palio conforme alla cattedrale.
Sotto l’altare maggiore si è trovata una grande buca rettangolare probabilmente luogo di sepoltura di un personaggio importante.