La Chiesa del Purgatorio o di San Lorenzo fu eretta nella prima metà del ‘700 forse su una precedente chiesa. È la proclamazione di un impegno antifeudale. Il Purgatorio divenne la chiesa della nuova città, punto di riferimento di una classe intorno a cui si organizzeranno le altre e che si divincolò dall’ordine passato e un secolo dopo vedrà sventolare la prima bandiera italiana.
I ricchi borghesi del quartiere la vollero particolarmente sfarzosa e ciò comportò lunghi anni di rifiniture che ebbero termine nel 1725. Su una doppia scalinata comune alle più importanti chiese agrigentine (S. Domenico. S. Giuseppe) dello stesso periodo si slancia la facciata a due ordini coronati da timpano. Il portale d’ingresso è formato da una coppia di colonne tortili accostate a pilastri con ai lati le figure allegoriche della Fede e della Carità. In alto il fastigio, troncato al centro, presenta un medaglione con la Vergine circondata da angeli. Nel secondo ordine campeggiano due statue di Santi cha fiancheggiano un’artistica finestra. Una torre campanaria completa il prospetto e contribuisce a slanciarlo ulteriormente.
L’interno mostra che si tratta di una chiesa a "sala di predicazione" .
La navata (m.39x9) è affiancata da 4 cappelle in cui si ammirano la Deposizione e il Crocifisso del 1600.
In origine la chiesa era più corta e poi fu ingrandita con l’abside in cima alla quale si legge la data di conclusione dei lavori 1761. La tela dell’abside rappresenta il titolo della chiesa.
Sono gli anni della peste ad Agrigento.
La decorazioni a stucchi della navata sono assegnabili a scuola serpottiana, i cui Giuseppe e Giacomo Serpotta operarono in città con alcuni allievi nei primi del Settecento. Alcune opere del maestro Giacomo sono visibili all'interno della Chiesa di Santo Spirito
Le statue rappresentano 8 Virtù: l’amore, la semplicità, la carità, la prudenza, la giustizia, la religione, la fortezza, la mansuetudine. Nelle allegorie il Serpotta rende appieno la grazia e la signorilità delle damigelle del gaio settecento solo perché hanno tanto in comune con la candida ingenuità dell’adolescenza.
La chiesa vanta i confessionali più antichi della città. Sono un po’ macabri a causa dei teschi collocati sulla spalliera dove di solito sedeva il sacerdote. I due preziosi mobili datano del XVII sec.
Di grande bellezza è la Cappella del Crocifisso eseguita dallo scultore agrigentino Pietro Carletto(1758).
È una cappella settecentesca sulla quale campeggia un Cristo databile al XVII sec. La cappella è rivestita di oro zecchino e nella parete di fondo del crocifisso si trovano reliquiari di Santi.
Alla scuola del Gagini viene attribuita la statua marmorea della Madonna della Melograna.
In questa chiesa vennero celebrate le messe funebri in memoria di Cavour il 9 luglio 1861 e in memoria di Vittorio Emanuele il 9 febbraio del 1878 con scenografie di straordinaria efficacia.
All'esterno della chiesa si nota un'apertura sormontata da un leone in pietra sorretto da due colonne.
Vicino la chiesa del Purgatorio due colonne cilindriche sorreggono un leone dormiente. È l'ingresso, aperto nel 1860, dell'Ipogeo del Purgatorio, un articolato complesso sotterraneo artificiale formato da grandi stanze poste a vari livelli, collegate da cunicoli; le stanze avevano la funzione di raccogliere le acque sorgentizie o piovanee di distribuirle mediante i cunicoli. Il labirinto faceva parte di un sistema ideato e realizzato nel periodo greco dall'akragantino Feace con lo scopo di convogliare quanta più acqua possibile giù nella valle ed in particolare nella Kolymbetra di Akragas, utilizzando come collettori e acquedotti delle gallerie sotterranee (ipogei) scavate tra un strato di calcarenite ed uno di argilla.
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