Hotel ad Agrigento

Venite ad Agrigento per la festa di San Calogero il santo più amato dagli agrigentini

Colazione positiva con la vista dei Templi di Agrigento

A Camera con Vista il migliore rapporto tra qualità e prezzo per una magnifica vacanza al cosptto del tempio della Concordia. Tutti i templi di Agrigeto sono in bella vista da ogni camera dell'hotel nel parco archeologico di Agrigento

San Calogero è il Santo più amato dagli agrigentini

ed anche noi di Camera con Vista siamo devoti al Santo che ci protegge. All'interno della hall di questo piccolo hotel sito nella Valle dei Templi di Agrigento vi sono due piccole statue del Santo realizzate dal maestro Salvatore Passarella
La chiesa di S. Maria dei Greci - Hotel ad Agrigento

LA FESTA DI SAN CALOGERO

Hotel per la Sagra del Mandorlo di Agrigento
I festeggiamenti si svolgono dalla I alla II Domenica di Luglio.

Incerte sono le origini di questo Santo, che è senza dubbio il più amato dagli agrigentini anche se non è il patrono.

Alcuni ritengono che venne dalla Bitinia, in Turchia, per altri, invece, da Costantinopoli. La tradizione lo vuole comunque di pelle nera. Il nome deriva dal greco, e significa "bel vecchio"; sappiamo comunque che con questo appellativo veniva denominato un ceto di personaggi rispettabili per ricchezza o per meriti, un ceto di filantropi eroi del sacrificio e dell'abnegazione. Così si spiegherebbero anche i tanti San Calogero di Sciacca, Naro, Canicattì, Raffadali ecc.

La storia di San Calogero risale al IV-V secolo: il Santo scampò alle persecuzioni che stavano decimando le chiese cristiane dell'Africa settentrionale rifugiandosi in Sicilia. Approdò inizialmente presso capo Lilibeo, insieme a San Gregorio e al diacono Demetrio, e da lì si mossero verso le zone più interne della Sicilia evangelizzando. Ma anche qui andarono incontro a persecuzioni: Demetrio e Gregorio vennero catturati e subirono crudeli martiri, mentre Calogero si rifugiò sul Monte Kronio, presso Sciacca, dove operò prodigiose guarigioni usando le acque delle terme. Ed a Sciacca sorge oggi uno dei maggiori Santuari a lui dedicati.

Il Santo viaggiò ancora per tutta l'isola poiché grande era la sua popolarità come taumaturgo. Ad Agrigento sostò per qualche tempo presso una grotta sita dove ora sorge il suo Santuario.

Abitò ancora a Naro, dove ancora esiste la sua grotta, inglobata nella chiesa a lui dedicata.

Gli ultimi anni della sua vita il Santo li trascorse sul monte Kronio, gravemente ammalato. Si narra che suo unico conforto fosse una cerva che gli forniva il latte, ed il cacciatore che sfortunatamente la uccise scoperto ciò, poiché la cerva ferita fece ritorno alla grotta, toccato profondamente da ciò vestì da allora il saio ed assistette il Santo fino alla morte in quella grotta. Ed è lì che oggi sorge una chiesa meta di pellegrinaggio.

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